maggio 20, 2009
Recensione del film/libro Soffocare

Attraverso il sesso, così crudo e privato dell’idilio con cui spesso – peccando di semplicità – lo si descive; attraverso l’antica difficile vita con la solita madre hippie Palahniukiana, così sovversiva nei confronti della società ma irrimediabilmente ‘catalogabile’; attraverso l’amicizia di Denny, attraverso le visite alla madre ora caduta in una malattia che la rende priva di lucidità, e attraverso l’incontro con una infermiera (una specie di dantesca “Beatrice”, per il personaggio del romanzo), Palahniuk ci descrive per come siamo quando ci spogliamo delle nostre convinzioni più stagnanti e della paura che ci è inflitta dal giudizio sociale. L’incontro con l’infermiera è illuminante per il personaggio che — attraverso la conoscenza di lei — cerca un modo per passare questo suo (nostro) modo di vivere e giungere a una vita che superi tutto ciò che — inevitabilmente in qualsiasi vita — c’è di raffermo.
L’autore ancora una volta presenta un protagonista che cerca un modo per salvare sé stesso, per capire la propria esistenza e crearsi un nuovo futuro. wikipedia.
Ho visto il film che non si discosta molto dal precedente Fight Club, pieno di controversie e di irrefrenabile voglia di quella sana razione di irrazionalità che deve necessariamente esistere nell’animo di ogni essere umano. Il modo attraverso cui il protagonista si illude di essere un clone del Messia e come da quel momento diventi molto più buono , rende perfettamente l’idea di quanto questo personaggio sia fragile e insicuro. A mio avviso un film leggero che merita di essere visto.